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IL RUDERE FANTASMA Lex Casa del bambino maltrattato in abbandono da anni, coperta di amianto e apparentemente senza nessun padrone
Là dove c’era il Centro del Bambino Maltrattato ora di maltrattato c’è solo un edificio: tetto in eternit, abbandonato da cinque anni, porte e finestre murate da due perché oggetto di continue occupazioni abusive, e ciliegina sulla torta, adiacente all’asilo nido comunale di quartiere.
Una sorta di bunker grigio e in stato di totale abbandono che va ad ingrossare la lista degli edifici degradati e imbottiti d’amianto di cui è ricca Milano.
E la colpa di chi è? Qui il mistero si infittisce.
Originariamente la proprietà era di Aler e la gestione dei Settore servizi sociali del Comune, che l’ha utilizzato per diverso tempo come Centro per il bambino maltrattato.
Dopo la chiusura a causa della presenza di amianto sulla copertura, e reiterate occupazioni abusive, due anni e mezzo fa è stato messo in sicurezza dai Settore lavori pubblici, ma il fatto che gli anni passino e l’edificio resti lì, col suo amianto e la sua inutilità, rende i residenti del quartiere sicuri di una cosa sola: che l’Amministrazione ha la memoria corta. E che l’edificio è abbandonato, sì, ma nel senso che nessuno sembra volersene prender carico.
Lo scorso luglio, ormai quasi un anno fa, il Comitato di quartiere ha fatto richiesta formale affinché l’edificio venisse recuperato e destinato ad un ampliamento del nido adiacente o come sede di un centro polifunzionale di cui il quartiere è privo.
La richiesta, fatta ai Lavori pubblici, è stata poi inoltrata ai Servizi sociali, che hanno però informato i residenti -tramite una mail dello scorso 27 gennaio alla presidente del Consiglio di Zona 9 Beatrice Uguccioni- di aver restituito l’edificio al Demanio.
Peccato che dall’Assessorato alla Casa a demanio riferiscano che “a noi questo edificio non compare neanche nell'elenco del Demanio perchè è sempre stato utilizzato dai Servizi Sociali come Centro del bambino maltrattato”.
Ma lo scorso 18 febbraio, sempre dal Demanio, è arrivata una lettera al Comitato di quartiere per informare i residenti che “l’immobile di proprietà comunale sito in via Spadini 15 è stato recentemente ‘restituito’ al Demanio dalla Direzione centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali. Stiamo recuperando tutta la documentazione tecnica necessaria per avere la consistenza del bene ed abbiamo inoltre chiesto al NUIR di provvedere alla sostituzione della serratura del portone che da accesso all'unità immobiliare”.
Fortuna che il Demanio non ce l’ha neanche in elenco, l’edificio. Come sempre gli uffici del Comune fanno molta fatica a parlarsi, ma questa volta hanno toccato vette mai raggiunte poiché è il medesimo settore che in meno di tre mesi, sempre con comunicazioni ufficiali, prima dice avere in carico l’edificio e poi di non saperne nulla e di non averne traccia nei propri elenchi.
Ad ogni modo l’intenzione del Settore sembra consistere nell’inserimento del bene fra quelli da mettere prossimamente a bando per le associazioni, e questa sembra una buona notizia. Per la cronaca, adesso siamo a maggio, e nulla si è ancora mosso.
Antiniska Pozzi
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