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FUTURO DA RIBILANCIARE Mancano 150 milioni per il bilancio 2009. Il Sindaco accusa il regalo a Catania, ma parte del deficit è made in Milano
Appena quindici giorni fa i conti tornavano. Ora mancano 150 milioni.
Un presente roseo e un futuro nero, quelli descritti due giorni fa dal
vicesindaco e ieri dal Sindaco. Se il bilancio 2008 non ha avuto
bisogno di significative “scosse di assestamento”, quello del 2009
rischia di nascere con un “cratere” da 300 miliardi del vecchio conio.
La stessa cifra che il Governo ha spedito a Catania, come ha sottolineato polemicamente il nostro Primo Cittadino.
C’è da fare tuttavia qualche distinguo e precisazione. Perché sarà pur
vero che una quota di quanto avrebbe dovuto essere destinato a Milano è
andata a tamponare la voragine finanziaria del capoluogo etneo
governato e dissestato dal medico personale del Premier, ma parte del
deficit futuro per le casse di Palazzo Marino è fatto in casa.
All’appello infatti mancano parte dei dividendi Sea legati al ridimensionamento di Malpensa.
Ci sono poi i tagli riconducibili a misure che Governo e Comune hanno
adottato senza tener troppo conto degli eventuali effetti collaterali.
L’abolizione dell’Ici sulla prima casa in primis: una mancata entrata
di 39 milioni che difficilmente Roma sarà pronta a risarcire a Milano.
Poi l’ecopass, per cui si erano previste entrate per 24 milioni di
euro; al 31 dicembre prossimo il ticket porterà nelle casse del Comune
solo 13 milioni.
E a proposito di politiche di mobilità sostenibile, il Comune nel 2009
avrà bisogno di 30 milioni in più per il potenziamento del trasporto
pubblico; intenzione sacrosanta, che però, visti i pronostici
d’entrata, rischia di rimanere tale.
Oltre a tirare le sottane al Governo Berlusconi, dunque, quali saranno
le misure concrete che il Sindaco deciderà di mettere in campo?
Si parla di proventi connessi all’aggiornamento delle rendite catastali
e a nuove vendite del patrimonio immobiliare, ma anche di
esternalizzazione di servizi cimiteriali, case di riposo e scuole
civiche. Possibile anche l’ aumento del costo della cultura: entrare a
mostre e musei potrebbe diventare ancora più caro di quanto non lo sia
già.
Pronta a “battere i pugni” sul tavolo, il Sindaco preannuncia una decisa campagna di pressing nei dintorni di Palazzo Chigi.
Un po’ lo stesso atteggiamento esternato nell’affaire Expo, in fondo.
Un atteggiamento deciso, ma -lo si è visto in queste settimane- non
decisivo: dopo mesi di “pugni battuti” l’Expo resta tra le “priorità
rinviabili” del Consiglio dei Ministri.
Giulia Cusumano
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