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IL CONSIGLIO COMUNALE IMBAVAGLIATO La variante del progetto CityLife non andrà in Consiglio. Passaggio in Commissione solo dopo lapprovazione della Giunta
In fretta, più in fretta! Sembra quasi di sentirlo il mantra
dell’urbanistica milanese recitato dalla Giunta, assessore Masseroli in
testa. Il progetto City Life, che dovrebbe trasformare entro il 2014
l’ex Fiera in area residenziale con al centro i tre grattacieli che non
piacciono a Berlusconi e alla Lega, ha già atteso troppo.
Impossibile perdere altro tempo.
Così la delibera dell’ultima variante al progetto passerà in Giunta, ma
non in Consiglio comunale. Evitato il rischio di discussioni, richieste
di chiarimenti, possibili emendamenti. Metti poi che a qualche
Consigliere passi per la testa la balzana idea di votar contro.
Così nonostante in ballo ci siano la trasformazione urbanistica più
importante e una serie di questioni assai spinose –da un possibile
aumento degli oneri di urbanizzazione di 20 milioni di euro che il
Comune sarebbe intenzionato a chiedere ai costruttori, al museo di arte
contemporanea che Palazzo Marino vorrebbe affidare all’architetto
Libeskind senza procedere ad una pubblica gara, per finire
all’inchiesta cui sta lavorando la magistratura milanese su
irregolarità nei lavori e nelle procedure– il Consiglio comunale starà
a guardare attendendo la decisione, scontata, della riunione di Giunta
di venerdì 30 maggio.
La decisione di fare del Consiglio comunale uno spettatore muto è stata
ratificata nella conferenza dei Capigruppo –alla quale è intervenuto
l’Assessore Masseroli– del 28 maggio. Forte di un parere della
Segreteria generale l’Assessore ha fatto valere la propria posizione.
Per nulla osteggiato dalla maggioranza –che ha messo a tacere i pochi
dissenzienti che volevano il passaggio in Consiglio, più per
punzecchiare ancora una volta Masseroli, che perché contrari al
progetto–, l’Assessore non ha dovuto nemmeno subire un fuoco di
sbarramento dall’opposizione. Tranne pochissime voci –tra le quali
quelle di Basilio Rizzo e di Milly Moratti– il centrosinistra non ha
fatto barricate.
Alla fine della riunione il più imbarazzato sembrava il Presidente del
Consiglio comunale Manfredi Palmeri “Abbiamo accertato senza dubbio che
la variante al piano integrato di intervento per l'area CityLife può
essere decisa con una delibera della Giunta e non del Consiglio, in
conformità alle leggi regionali. Subito dopo l'approvazione sarà
comunque previsto l'auspicato passaggio del documento in Commissione
Urbanistica: si tratta di un atto tecnicamente non necessario ma
istituzionalmente doveroso nei confronti del Consiglio, che nel 2005 ha
approvato la variante al piano regolatore all'origine di questi
provvedimenti urbanistici così rilevanti per Milano”.
Resosi conto lui per primo che il passaggio in Commissione urbanistica
dopo l’approvazione in Giunta suonava peggio di una beffa, non ha
rinunciato a ricordare una serie di aspetti critici che non possono
essere nascosti, dibattito o non dibattito.
“Esistono ancora alcune questioni da approfondire nel merito –ha
aggiunto il Presidente del Consiglio comunale–tra cui gli elementi
anche economici legati agli standard, la progettazione e la
realizzazione del Museo di arte contemporanea.”
E a questi va aggiunto anche il passo annunciato dai comitati –che
Masseroli tentò di coinvolgere in un tavolo di confronto farsa –: il ricorso al TAR.
La fretta di Palazzo Marino potrebbe però scontrarsi contro una
pronuncia della magistratura amministrativa a meno che non venga
accolta la richiesta fatta dal Sindaco al Governo di una moratoria
delle sospensive decretate dal Tribunale amministrativo regionale.
Beniamino Piantieri
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