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BATTAGLIA AD ALTA QUOTA I tre grattacieli del progetto City Life al centro dello scontro allinterno della maggioranza
Che
le forme sbilenche dei tre grattacieli progettati da Libeskind, Hadid e
Isozaki al centro dell’area che una volta ospitava la Fiera e che in
futuro sarà City Life abbiano fatto parlare di sé tra proteste,
apprezzamenti e polemiche fa parte della storia recente di Milano; che
le loro linee ritorte si intrecciassero fino ad ingarbugliarsi prima
con la campagna elettorale e poi con la ridefinizione degli equilibri
all’interno del centrodestra dopo il 14 aprile è una novità. E non di
poco conto.
A dar fuoco alle polveri ci aveva pensato Silvio Berlusconi, subito
seguito dalla Lega. E a quel punto anche gli osservatori meno acuti si
sono resi conto che non si trattava più di una semplice polemica
architettonica.
Manna dal cielo per i comitati che da anni si oppongono al progetto,
soprattutto perché in loro aiuto è corsa la Lega. Martedì 22 aprile i
rappresentanti del Comitato Vivi e progetta un’altra Milano e del
Comitato residenti Fiera erano soddisfatti all’uscita dall’incontro con
Matteo Salvini, Capogruppo leghista a Palazzo Marino, neo deputato e
ormai plenipotenziario del Carroccio a Milano. Salvini ha ricevuto
l’incarico dallo stato maggiore lumbard di seguire da vicino la
questione e dopo che Roberto Maroni nei giorni scorsi ha dichiarato che
si può valutare l’ipotesi di pagare le penali pur di non far costruire
i grattacieli, si è attivato con gli uffici tecnici del Comune
per capire se questa strada sia effettivamente percorribile e
soprattutto quanto possa costare.
Intanto l’approvazione definitiva del progetto in Giunta è slittata
ancora una volta. Promessa dall’Assessore all’urbanistica Masseroli per
il 31 marzo, non ha al momento una data precisa.
Il Sindaco parlerà anche di questo nell’incontro di oggi (23 aprile)
con il Cavaliere per il quale oltre al fastidio estetico c’è in gioco
l’orgoglio personale. Infatti dopo la prima bocciatura da parte del
Premier in pectore, l’architetto Libeskind ha accusato Berlusconi di
essere intellettualmente incapace di capire l’architettura. Un affronto
imperdonabile per colui che ha dato il via alla propria ascesa
immaginando e costruendo Milano 2. Tenendo conto della notoria e
ipertrofica autostima del Cavaliere sarà difficile pensare che non si
metta di traverso, ma il Sindaco ha un debito di gratitudine con
Libeskind che molto si è speso per portare l’Expo a Milano.
Così la vicenda di per sé già ingarbugliata e a rischio di contenziosi
giudiziari minacciati dai comitati si complica ulteriormente e mentre i
residenti stanno tentando di raccogliere le firme di prestigiosi nomi
della cultura milanese contro i grattacieli, i costruttori vedono
scorrere il tempo e allontanarsi sempre più il momento di iniziare ad
incassare. Questi, infatti sono pesantemente esposti con le banche, e
più passa il tempo più la situazione finanziaria rischia di farsi
pesante. Secondo le stime più prudenti ormai per rientrare dai debiti
gli spazi residenziali dovrebbero essere venduti ad almeno 8.000 euro
al metro quadro. Impresa non facile in un mercato che sebbene continui
a salire sui valori nominali in realtà ha visto allungarsi a dismisura
i tempi delle trattative di compravendita (mediamente almeno otto mesi)
e aumentare gli sconti praticati sulle cifre di mercato. Anche per
questo, secondo alcuni, gli operatori immobiliari coinvolti in City
Life, a partire da Ligresti, sarebbero disposti a rinunciare ai
grattacieli, pur di arrivare alla conclusione definitiva dell’iter.
Chi ai grattacieli non vuol rinunciare è il Sindaco, che li ha
presentati al mondo come il biglietto da visita della Milano protesa
all’Expo e l’Assessore all’urbanistica Masseroli, anello terminale
della catena ciellina che controlla l’urbanistica. Masseroli difende le
tre torri “Sono un progetto bellissimo. I tre grattacieli sono stati
oggetto di convegni internazionali. Certo tutte le opinioni sono
legittime, ma i grattacieli sono irrinunciabili. Se si mettesse in
dubbio la loro costruzione ci sarebbero una serie di problemi giuridici
ed economici rilevantissimi e si metterebbe a rischio tutto il contesto
del progetto Fiera.” L’Assessore ha anche un certo imbarazzo a
contraddire l’opinione del leader del PdL, ma è chiaro che la partita
non si gioca sul campo dell’estetica. L’attivismo della Lega lo
conferma.
Il ruolo di Salvini, che ha assicurato ai Comitati che incontrerà gli
operatori immobiliari per trovare una soluzione, dimostra che il
Carroccio, dopo aver costruito il proprio successo elettorale sulla
lotta ai Rom e sull’emergenza sicurezza, vuole entrare nel gioco che
conta: quello dell’urbanistica, fino ad ora gestito dall’ala ciellina
di Forza Italia.
Beniamino Piantieri
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