inizio spazio tempo argomento notizie chi siamo
 notiziario 285 del 23-04-2008

IL BELLO DELLA VITTORIA
VIA FELTRINELLI: TANTO AMIANTO, POCHE CERTEZZE
A NOSTRO RISCHIO E PERICOLO
BATTAGLIA AD ALTA QUOTA
RAPPORTO IMMIGRAZIONE 2007: STRANIERI IN CRESCITA
MILANO E’ UN’ARMA
 
 
 
 
archivio notiziari online
Indice
notizia precedente
notizia successiva

BATTAGLIA AD ALTA QUOTA
I tre grattacieli del progetto City Life al centro dello scontro all’interno della maggioranza

Che le forme sbilenche dei tre grattacieli progettati da Libeskind, Hadid e Isozaki al centro dell’area che una volta ospitava la Fiera e che in futuro sarà City Life abbiano fatto parlare di sé tra proteste, apprezzamenti e polemiche fa parte della storia recente di Milano; che le loro linee ritorte si intrecciassero fino ad ingarbugliarsi prima con la campagna elettorale e poi con la ridefinizione degli equilibri all’interno del centrodestra dopo il 14 aprile è una novità. E non di poco conto.
A dar fuoco alle polveri ci aveva pensato Silvio Berlusconi, subito seguito dalla Lega. E a quel punto anche gli osservatori meno acuti si sono resi conto che non si trattava più di una semplice polemica architettonica.
Manna dal cielo per i comitati che da anni si oppongono al progetto, soprattutto perché in loro aiuto è corsa la Lega. Martedì 22 aprile i rappresentanti del Comitato Vivi e progetta un’altra Milano e del Comitato residenti Fiera erano soddisfatti all’uscita dall’incontro con Matteo Salvini, Capogruppo leghista a Palazzo Marino, neo deputato e ormai plenipotenziario del Carroccio a Milano. Salvini ha ricevuto l’incarico dallo stato maggiore lumbard di seguire da vicino la questione e dopo che Roberto Maroni nei giorni scorsi ha dichiarato che si può valutare l’ipotesi di pagare le penali pur di non far costruire i grattacieli, si è attivato con gli uffici tecnici del Comune per capire se questa strada sia effettivamente percorribile e soprattutto quanto possa costare.
Intanto l’approvazione definitiva del progetto in Giunta è slittata ancora una volta. Promessa dall’Assessore all’urbanistica Masseroli per il 31 marzo, non ha al momento una data precisa.
Il Sindaco parlerà anche di questo nell’incontro di oggi (23 aprile) con il Cavaliere per il quale oltre al fastidio estetico c’è in gioco l’orgoglio personale. Infatti dopo la prima bocciatura da parte del Premier in pectore, l’architetto Libeskind ha accusato Berlusconi di essere intellettualmente incapace di capire l’architettura. Un affronto imperdonabile per colui che ha dato il via alla propria ascesa immaginando e costruendo Milano 2. Tenendo conto della notoria e ipertrofica autostima del Cavaliere sarà difficile pensare che non si metta di traverso, ma il Sindaco ha un debito di gratitudine con Libeskind che molto si è speso per portare l’Expo a Milano.
Così la vicenda di per sé già ingarbugliata e a rischio di contenziosi giudiziari minacciati dai comitati si complica ulteriormente e mentre i residenti stanno tentando di raccogliere le firme di prestigiosi nomi della cultura milanese contro i grattacieli, i costruttori vedono scorrere il tempo e allontanarsi sempre più il momento di iniziare ad incassare. Questi, infatti sono pesantemente esposti con le banche, e più passa il tempo più la situazione finanziaria rischia di farsi pesante. Secondo le stime più prudenti ormai per rientrare dai debiti gli spazi residenziali dovrebbero essere venduti ad almeno 8.000 euro al metro quadro. Impresa non facile in un mercato che sebbene continui a salire sui valori nominali in realtà ha visto allungarsi a dismisura i tempi delle trattative di compravendita (mediamente almeno otto mesi) e aumentare gli sconti praticati sulle cifre di mercato. Anche per questo, secondo alcuni, gli operatori immobiliari coinvolti in City Life, a partire da Ligresti, sarebbero disposti a rinunciare ai grattacieli, pur di arrivare alla conclusione definitiva dell’iter.
Chi ai grattacieli non vuol rinunciare è il Sindaco, che li ha presentati al mondo come il biglietto da visita della Milano protesa all’Expo e l’Assessore all’urbanistica Masseroli, anello terminale della catena ciellina che controlla l’urbanistica. Masseroli difende le tre torri “Sono un progetto bellissimo. I tre grattacieli sono stati oggetto di convegni internazionali. Certo tutte le opinioni sono legittime, ma i grattacieli sono irrinunciabili. Se si mettesse in dubbio la loro costruzione ci sarebbero una serie di problemi giuridici ed economici rilevantissimi e si metterebbe a rischio tutto il contesto del progetto Fiera.” L’Assessore ha anche un certo imbarazzo a contraddire l’opinione del leader del PdL, ma è chiaro che la partita non si gioca sul campo dell’estetica. L’attivismo della Lega lo conferma.
Il ruolo di Salvini, che ha assicurato ai Comitati che incontrerà gli operatori immobiliari per trovare una soluzione, dimostra che il Carroccio, dopo aver costruito il proprio successo elettorale sulla lotta ai Rom e sull’emergenza sicurezza, vuole entrare nel gioco che conta: quello dell’urbanistica, fino ad ora gestito dall’ala ciellina di Forza Italia.

Beniamino Piantieri
notizia precedente
notizia successiva