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LA BIBLIOTECA INFINITA La biblioteca di via Valvassori Peroni avrebbe dovuto aprire quattro anni fa. Se ne parlerà, se tutto va bene, nel 2009. Intanto i costi sono raddoppiati e non ci sono bibliotecari
Fare e disfare, è tutto un lavorare, scriveva Dino Campana in alcuni dei più celebri versi di inizio Novecento.
Parole che, decontestualizzate dal quadro letterario e trasposte nel
più proasico campo edilizio, ben si adattano alla situazione della
biblioteca di Via Valvassori-Peroni, a nord est della città.
Sono circa 7 anni infatti che da quelle parti è tutto un “fare e
disfare”. Vale la pena di riavvolgere la pellicola e ricostruire la
“leggenda” di una biblioteca vasta e all’avanguardia che avrebbe dovuto
sorgere nel lontano 2002 a poca distanza dal Politecnico.
I fatti.
Nel febbraio 2001 il Comune sottoscrive con l’impresa bolognese “La
Sorgente” del Consorzio Emiliano Romagnolo tra le Cooperative di
Produzione e Lavoro un contratto dell’importo di 3.084.974,23 euro per
la costruzione di una nuova Biblioteca in via Valvassori Peroni.
I lavori vengono svoltI in maniera non corretta e approssimativa, sotto
quello che dovrebbe essere l’occhio vigile di un direttore dei lavori
incaricato dal Comune. Così nel 2003, a pochi mesi
dall’inaugurazione, ad arredi già scelti e a concorso per il personale
avviato, l’edificio rivela importanti difetti di struttura che ne
rendono impossibile l’apertura.
Com’è possibile, si chiedono in molti, che il direttore dei lavori non
si sia accorto dell’incompetenza dei costruttori e abbia continuato a
firmare gli statini di avanzamento del cantiere?
E, soprattutto, perché ha autorizzato il pagamento di sette rate per un
totale di oltre 2,5 milioni di euro all’impresa costruttrice ben prima
del termine dei lavori?
Il Comune prende le distanze dalla condotta del supervisore. Nel corso
della seduta di Commissione Consiliare del 15 ottobre 2004
il vice Sindaco Riccardo De Corato spiega che il
direttore dei lavori non è un dipendente dell’amministrazione ma,
come stabilito da una delibera del Consiglio Comunale, è stato estratto
a sorte da un elenco di 2.800 architetti e ingegneri che hanno inviato
il proprio curriculum. Contro di lui, assicurava De Corato, “è già
stata avviata un’azione penale dalla Procura della Repubblica per
accertarne le responsabilità”.
Il Comune a quel punto non può che rescindere il contratto con
l’impresa bolognese. Ma oltre il danno c’è la beffa: la risoluzione,
stabilita con la delibera n.442 del 17 giugno 2003, viene
impugnata dal Consorzio Emiliano Romagnolo davanti al giudice
ordinario, con annessa la richiesta di 1.553.473,30 euro a titolo di
risarcimento.
In seguito ad una perizia del 14 aprile 2004 che riconosceva la
responsabilità della ditta nella cattiva esecuzione dei lavori, il
Comune chiedeva a sua volta alla ditta 2.200.000 euro di risarcimento
danni.
Lo stato di fermo cantiere in via Valvassori Peroni si protrae per
lungo tempo, durante il quale il Comune paga una società di vigilanza
privata che tuteli l’edificio da eventuali atti di vandalismo.
Risale al 15 febbraio 2005 la delibera comunale che
approva il nuovo progetto per il “recupero ad idonea funzionalità delle
strutture e degli impianti” per l’importo di 2.207.742,50 euro. Di
questi,557.934,32 euro sono recuperati dal Bilancio 2000 in quanto resi
liberi a seguito della risoluzione del contratto con La Sorgente; i
restanti 1.649.808,18 euro sono finanziati con prestito obbligazionario
dal Comune.
Il provvedimento è dichiarato immediatamente eseguibile, al fine di poter rendere presto agibile l’attesissima biblioteca.
Ma, come spesso accade quando si parla di lavori pubblici, il concetto di “immediatezza” assume contorni piuttosto indefiniti.
Epilogo… per ora
La ristrutturazione inizia solo nel marzo 2007. Da allora ruspe e
trattori lavorano quotidianamente per il ripristino dell’edificio.
Nonostante il cartello esposto dall’impresa costruttrice indichi come
data di consegna marzo 2008, pare che prima di giugno i lavori non
saranno completati. “Successivamente si dovrà procedere al collaudo e
alla messa in norma, al bando per la fornitura degli arredi e a quello
per il reperimento del personale” fa sapere il Presidente del Consiglio
di Zona, 3 Pietro Viola, a seguito di un incontro con il Direttore del
Settore Cultura e Biblioteche Aldo Pirola.
Ad essere ottimisti, come l’Assessore ai lavori pubblici Bruno Simini, la biblioteca aprirà all’inizio del 2009 ( ascolta l'intervista).
Ad essere pessimisti –se non realisti– nuovi ritardi si profilano
all’orizzonte. Per quanto riguarda la gara di appalto per gli arredi,
bisogna sempre calcolare il rischio che una società concorrente faccia
ricorso contro l’assegnazione dell’appalto.
Questione ancora più complessa quella del personale: secondo recenti
disposizioni, il Comune non può disporre nuove assunzioni. È d’altro
canto evidente che una biblioteca necessiti di personale qualificato e
competente, non recuperabile da un qualsiasi altro settore
dell’amministrazione, ma da un comparto quantomeno attinente a quello
culturale. Bisognerà così attingere al già carente serbatoio dei
bibliotecari di Milano, impresa che potrebbe richiedere diversi mesi.
Sul versante giudiziario, sia il contenzioso con il delegato ai lavori,
sia quello con l’impresa bolognese, sono tutt’ora in atto.
Intanto, proprio la settimana scorsa, la Corte dei Conti ha
evidenziato “l’ingente danno erariale subito dal Comune di Milano,
quantificato in circa 1 milione e 400 mila euro, a cagione dei
gravissimi errori e delle negligenze accertate nella gestione
dell’appalto”.
I costi
Ma quanto ha speso il Comune in tutti questi anni per “regalare” alla zona 3 una biblioteca?
L’importo saldato con la fallimentare impresa La Sorgente ammonta a
3.012.382,13 euro mentre il contratto stipulato con la nuova ditta
costruttrice porta la cifra di 2.207.742,50 euro. Per quanto riguarda
gli arredi acquistati in previsione dell’apertura del 2003, purtroppo,
non possiamo sapere né quanto sono costati, né che fine abbiano fatto:
il Direttore del Settore Cultura e Biblioteche Aldo Pirola ci ha fatto
sapere di aver informato i settori competenti dell’Amministrazione e di
non avere quindi nulla da riferire alla stampa. Stesso motivo per cui
non ci è dato sapere in che modo e con quale tempistica verrà avviata
la ricerca del personale necessario.
La vigilanza 24 ore su 24 è un’altra sostanziosa voce in capitolo;
circa 500 euro al giorno, e per diversi mesi. I conti li ha fatti con
esattezza Luca Prini, consigliere di Zona 3, che ha seguito la
travagliata vicenda da vicino in tutti questi anni.
"La Biblioteca di via Valvassori Peroni –dice Prini– è la
rappresentazione plastica di una Amministrazione incapace e che
sperpera denaro pubblico. Almeno otto anni di lavori, un costo di oltre
6 milioni di euro, importi saldati ad "avanzamento lavori" quasi per
intero: ho chiesto alla Avvocatura Comunale con una interrogazione di
sapere se qualcuno pagherà per questo scempio ed esigo una risposta
chiara". Anche i milanesi.
Giulia Cusumano
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