TORNO SUBITO (o forse no)
MM linea 3: stato di (dis)avanzamento dei lavori
Documento senza titolo
Era il 1990 quando fu inaugurata la prima tratta della linea M3, la gialla per intenderci, che collegava il Duomo e la Stazione Centrale. Poi, negli anni successivi furono aggiunte molte altre stazioni, fino alle attuali 17, per un totale di 13, 2 km di rete sotterranea. Ma era fin da subito previsto che la linea fosse prolungata lungo uno degli assi stradali più trafficati di Milano, quello che parte da piazzale Maciachini e arriva in Comasina lungo via Imbonati prima e Pellegrino Rossi poi, fino ai confini comunali di Milano.
Nel 2003 è stata aperta al pubblico la tratta Zara-Maciachini, con Maciachini come nuovo capolinea. E a fine 2002 sono iniziati gli scavi per ulteriori 4 fermate: Dergano, Affori Centro, Affori Nord FNM, Comasina. Un totale di 3,9 km perfettamente rettilinei, con un carico potenziale massimo 15.000 passeggeri all’ora in direzione centro, e uno snodo fondamentale costituito dall’interscambio con le linee S2 e S4 del Passante ferroviario, in corrispondenza della nuova stazione ferroviaria di Affori. L’intera opera costa circa 600 miliardi delle vecchie lire, coperti al 40% dal Comune di Milano e al 60% dal Ministero dei Trasporti.
5 dicembre 2007: è la data riportata dal cartello esposto sulla recinzione del cantiere alla voce “ultimazione dei lavori”. E’ il 2008, scavi e cantieri sono sparsi ovunque, e in molti, soprattutto tra i residenti della zona, si chiedono le motivazioni di un così grande ritardo. E soprattutto vorrebbero sapere quando realmente sarà attivo il servizio.
L’appalto dei lavori era stato vinto dalla ditta Torno Internazionale Spa, che ha iniziato i lavori ma non sarà quella che li porterà a termine, per diversi ordini di motivazioni. Un primo livello di problemi è relativo agli intoppi incontrati nella parte finale, non per quanto riguarda gli scavi ma le opere accessorie, quindi difficoltà nello spostamento dei sottoservizi di gas ed elettricità. In conseguenza dei ritardi, Metropolitana Milanese Spa (soggetto attuatore) aveva proposto una proroga della consegna di otto mesi, mentre l’azienda ne chiedeva dodici: l’accordo non è stato raggiunto, e in tutto ciò si è intersecata la cessione del contratto. L’Ufficio Relazioni Esterne della Torno riferisce che l’azienda “ha cambiato orientamento e d’ora in avanti non farà più lavori in appalto, ma solo in concessione” (tipologia secondo cui parte del lavoro è pagata dall’ente che commissiona i lavori e parte recuperata successivamente attraverso il gestore).
Dal canto suo, MM ribatte che “Torno farebbe meglio a non parlare” e conferma che le ultime quattro fermate della linea, già finanziate, saranno aperte in contemporanea a fine 2010. Insomma, per andare in metro dalla Comasina fino in Duomo bisognerà aspettare tre anni in più rispetto i tempi previsti.
C’è poi una terza voce, quella di chi sta lavorando nei cantieri ex-Torno. Sì, perché lo scorso ottobre Torno Internazionale Spa ha ceduto totalmente il ramo d’azienda a Impresa Spa (che ha sede a Roma), la quale a sua volta ha subappaltato una parte dei lavori a Europea 92, una ditta di Isernia. Quali sono le ragioni di questo cambiamento? Se la ditta interessata parla appunto di un cambio d’orientamento, alcuni operai –che ovviamente chiedono di rimanere anonimi– riferiscono che la scorsa estate non arrivavano più ferro e cemento per portare avanti i lavori. Secondo quanto riferiscono gli operai i fornitori non venivano più pagati e avevano sospeso i rifornimenti. La notizia è confermata anche da quanto riportato in una lettera che MM ha inviato lo scorso ottobre al Consiglio di Zona 9 in risposta ad un’interrogazione sul tema in questione: “I lavori del prolungamento M3 Maciachini-Comasina hanno avuto sul secondo lotto Dergano-Affori Fnm un forte rallentamento a causa di gravi difficoltà finanziarie dell’impresa appaltatrice, difficoltà che hanno comportato ritardi nei pagamenti da parte dell’appaltatore ai subfornitori, mancati approvvigionamenti dei materiali e lunghe pause nei lavori”.
Tuttavia, Torno dichiara che non è per i problemi con i fornitori che ha ceduto il ramo d’azienda.
Come che sia, 45 operai che lavoravano nei cantieri Torno sono tuttora in cassa integrazione, in attesa di essere chiamati nei cantieri della linea M5 (alla quale Torno partecipa per il 20%). Altri 47, minatori, carpentieri e operatori, sono passati alle dipendenze di Europea 92, che sta portando avanti i lavori del rustico, la cui consegna è fissata entro dicembre 2008. Ma gli operai sostengono che non faranno in tempo: “Siamo troppo pochi, facciamo in tre il lavoro di sei”.
Oltretutto, a complicare le cose c’è che la fermata Affori FNM prevede appunto l’interscambio con le linee ferroviarie Milano-Seveso-Camnago/Mariano e Milano-Asso. Questo implica uno spostamento di 400 metri dell’attuale stazione e la realizzazione di opere accessorie quali il tanto discusso sottopasso Comasina-Affori, una piazza ribassata di collegamento tra le due stazioni (treno e metro) e servizi commerciali.
Ma allora qual è la previsione di apertura più realistica? L’unica cosa che pare certa è l’apertura del tratto nella sua interezza, per ragioni puramente economiche dato che l’approntamento del capolinea ha dei costi sostenuti.
Quindi, nella migliore delle ipotesi i 3,9 chilometri del nuovo tratto della linea 3 vedranno la luce tra almeno tre anni. Sul ritardo, il Comune, che finanzia il 40% dell’opera, non si pronuncia: l’Assessore alla mobilità, Edoardo Croci, forse troppo impegnato nel promuovere i risultati ancora troppo incerti della fase iniziale dell’Ecopass, non ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande.
Antiniska Pozzi