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 notiziario 271 del 09-01-2008

LE COLPE DEI PADRI NON RICADRANNO SUI FIGLI
ARRIVA LA PAGELLA: SINDACO RIMANDATO
L’ECOPASS MARCIA, I MEZZI PUBBLICI NO
IL PARCO POSSIBILE È UN PO’ PIÙ POSSIBILE
SE ANCHE GLI IMMIGRATI NON BASTANO
UN MUSEO NECESSARIO
 
 
 
 
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LE COLPE DEI PADRI NON RICADRANNO SUI FIGLI
Il Ministero della Pubblica istruzione diffida il Comune dall’applicare la circolare che esclude i bambini senza permesso di soggiorno dagli asili milanesi

Documento senza titolo

Dopo tante polemiche, finalmente qualcosa si muove. Il Comune di Milano ha ricevuto una diffida dal Ministero della Pubblica Istruzione per l'immediato ripristino delle norme relative all'iscrizione alle scuole d'infanzia dei bambini extracomunitari privi di permesso di soggiorno.
La Circolare comunale (si veda a, a pag. 4, la nota evidenziata), diffusa alla vigilia delle feste natalizie, sui vincoli di iscrizione alle scuole materne prevede che per l'anno 2008/2009 "le famiglie prive di regolare permesso di soggiorno avranno la possibilità di iscriversi, purché ottengano il permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008".
Tradotto: i figli degli immigrati irregolari perderanno il diritto a frequentare gli asili.

Ascolta l'intervista a Marilena Adamo, cap ogruppo del PD a Palazzo Marino

Diritto sancito dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e che ogni stato firmatario dovrebbe rispettare; diritto garantito dal Sistema Nazionale, a cui anche il Comune di Milano dovrebbe sottostare. Diritto fondamentale dell'uomo, che non dovrebbe essere leso da provvedimenti mirati a colpire le categorie meno tutelate. Le precarie condizioni sociali ed economiche di una famiglia  non possono e non devono essere usate come criterio discriminante per i figli.
E' a difesa di tale diritto e contro la decisione del Comune che sotto Natale si erano schierati in molti, da esponenti politici a intellettuali di spicco, fino alla Curia Milanese che aveva assunto una posizione quanto mai dura nei confronti della circolare del Comune.
Anche a livello nazionale la questione aveva suscitato polemiche. Per giorni si è parlato di razzismo, di xenofobia, di violazione dei diritti dell'infanzia. Nemmeno i provvedimenti di Cittadella e Caravaggio avevano mosso tanta indignazione tra l'opinione pubblica.
Nessuna retromarcia o mea culpa però da parte del Comune che si era trincerato, Assessore Moioli in testa, dietro al “rispetto delle Leggi vigenti” e che ora si ritrova bacchettato niente meno che dal Ministero della Pubblica Istruzione. Infatti, se entro 10 giorni non verrà ristabilito il rispetto delle norme nazionali, l'Ufficio scolastico regionale sospenderà la parità concessa nonchè l'erogazione di ogni contributo statale.

Giulia Cusumano

 
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