inizio spazio tempo argomento notizie chi siamo
 notiziario 268 del 12-12-2007

GRAZIE
OLTRE I CAMPI E GLI SGOMBERI
UN CARTELLO PER I ROM
MILANO MODELLO NORDEST?
GUERRA AI POVERI
I GIOVANI NON HANNO PAURA
POLVERI SOTTILI: COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO
LISCIA, GASSATA…PUBBLICA
La foto: moriremo, ma non di fame
 
 
 
 
archivio notiziari online
Indice
notizia precedente
notizia successiva

UN CARTELLO PER I ROM
Dalla Cgil alle Acli, dal Naga alla Caritas, dai Padri Somaschi all’Opera nomadi per uscire dalle logiche della paura e della repressione

Documento senza titolo
Guarda il video

ACLI, ARCI, Aven Amenza, Liberi, Oltre il Campo, Nocetum, Caritas Ambrosiana, CGIL, Comitato Opera, Comitato per le libertà e i diritti sociali, Comitato Rom e Sinti insieme, Comunità Sant’Egidio, Gruppo Abele, NAGA, Opera Nomadi, Padri Somaschi: sono le realtà che si occupano delle politiche sociali a Milano e della questione rom.
Dal 10 dicembre hanno dato vita ad un ‘cartello’ che chiede all’Amministrazione comunale di cambiare approccio al “problema rom”, e che sembra trarre la sua forza sia dalla presenza di “pesi massimi” come ACLI, ARCI, Caritas e CGIL sia dall’eterogeneità degli aderenti, dalla presenza di entità che hanno approcci alle questioni sociali anche molto diversi tra loro. In tale diffusa e massiccia adesione al ‘cartello’ risalta l’assenza della Casa della Carità di don Virginio Colmegna, che, sembra, non abbia apprezzato i toni del documento presentato dagli aderenti all’iniziativa.
Gli obiettivi del ‘cartello’ arrivano a fronte di una serie di dati eloquenti sugli sgomberi a Milano: 340 interventi dal 2003 al 2007, di cui 65 solo negli ultimi 12 mesi, più alcuni casi di cronaca che hanno creato “l’emergenza rom” e tutto quel che ne segue. Dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto che consente ai prefetti di espellere i cittadini comunitari ritenuti incompatibili con l’ordinaria convivenza, a episodi di razzismo che spesso raccolgono il consenso pubblico.
Le intenzioni dei promotori di quella che vuole essere una svolta nell’approccio alla questione “nomadi” fanno capo ad un’idea principale: uscire dalla logica dell’emergenza e dell’allarmismo. Sembra difficile per un paese in cui tutto è soggetto a questo tipo di sistema, un paese in cui, ad esempio, si parla di sicurezza sul lavoro solo in occasione di qualche morte più rumorosa delle altre, in cui è la cronaca a trascinare la politica e non il contrario.
è un tentativo convinto, però, questo ‘cartello di realtà’ nato per proporre un punto di vista diverso a quello ultimamente più diffuso, un modo di guardare alla presenza dei Rom in modo più equilibrato, soprattutto più aderente al concetto di umanità.
Al di là dei principi e della pur nobile teoria, quali sono le proposte messe in campo dal cartello? Sintetizzando, si articolano principalmente su tre fronti: casa, lavoro, lingua. Tutto il cartello è del parere che il ‘campo’ vada superato: è necessario cercare soluzioni abitative (residenze pubbliche o sperimentazione di pratiche di autocostruzione), o studiare politiche di sostegno all’affitto, nell’idea di prevenire l’esclusione sociale urbana e il rischio di sgomberi. A questo proposito bisogna ricordare che in Italia il 90% dei rom è sedentario.
Poi, creare percorsi di accompagnamento al lavoro, anche per le donne, sviluppando attività che portino le persone ad uscire fisicamente dal campo: formazione, stage, tirocini formativi, con particolare attenzione all’alfabetizzazione; non ultimo promuovere esperienze di autoimprenditorialità.
Oltre a questo, tavoli istituzionali per la programmazione partecipata alle politiche di Comune, Provincia e Regione; attività costante di informazione; formazione alla convivenza con entrambe le parti, nell’idea che “un paese civile dev’essere capace di convivere, magari anche di apprezzare” auspica Fulvia Colombini della Camera del lavoro.
L’unico allarme che vale la pena di ascoltare sembra essere - a dire dei partecipanti al cartello - quello della cultura. La ‘cultura’, quell’insieme di costumi, credenze, atteggiamenti, valori, ideali e abitudini delle diverse popolazioni del mondo. Quella cosa che dovrebbe consentire a un uomo di riconoscere un altro uomo quando se lo trova davanti.

Antinika Pozzi

notizia precedente
notizia successiva