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LA SCUOLA NON ABITA PIU QUI Il caso dellex scuola elementare Ada Negri
Documento senza titolo
Lungo la via Comasina, proprio di fronte all’edificio abbandonato che ospitava l’ex scuola media Gandhi, di cui ci siamo occupati nel notiziario della settimana scorsa c’è un’altro edificio che ospitava una scuola: anzi, a dire il vero ne ha ospitate diverse, dall’elementare Ada Negri alla succursale dell’ITIS Lagrange.
Nell’ottobre del 2006 i ragazzi e i professori dell’ITIS si sono trasferiti nella sede di via Litta Modignani 65, e il già vecchio prefabbricato grigio è rimasto lì, a ospitare i custodi Grazia e Francesco Castiglione, che hanno vissuto lì per nove anni insieme ai loro tre bambini.
Oltre al normale decadimento di una struttura risalente agli anni ’60 su cui non era mai stata fatta manutenzione, alla fine del 1997 si verificò un incendio, forse di origine dolosa, che provocò danni irreparabili (tra cui l’impianto elettrico bruciato) all’ultimo piano dell’ala sinistra: l’unico provvedimento preso per l’occasione era stato la chiusura della porzione di edificio coinvolta, e a oggi una porta bloccata è tutto quel che separa la zona, danneggiata da 10 anni e mai riparata.
Nonostante l’inconveniente le lezioni sono proseguite, ma altri problemi strutturali dell’edificio sono emersi col passare dei mesi: infiltrazioni dall’alto, conseguente sfaldamento del soffitto, allagamenti dal basso che hanno costretto più volte gli studenti a repentini cambi d’aula e di piano. Oggi l’edificio è in stato di degrado totale: l’abbandono è visibile a chiunque, in ogni aula e corridoio ci sono banchi ribaltati qua e là, servizi igienici ancora sporchi, cestini pieni di immondizia, acqua ovunque ogni volta che piove, sporcizia ed escrementi sparsi ovunque. I Castiglione si sono trasferiti altrove nel mese di luglio, e l’edificio è rimasto in balia di abusivi e vandalismo.
Intanto, poco lontano, nello stesso quartiere l’Istituto Comprensivo Sorelle Agazzi è costretto a far convivere con enormi disagi scuola elementare e media nell’unica sede di piazza Gasparri. Il Comitato di Quartiere ha più volte chiesto perlomeno di riconvertire la struttura e adibirla a centro polifunzionale per le attività dei ragazzi. Dal Comune nessuna risposta, e nessuna proposta sulle sorti dell’edificio di via Comasina 42. Poi il 23 novembre l’illuminazione: c’è un bando del Ministero dell’Università e della Ricerca che concede finanziamenti per l’attuazione di interventi di edilizia residenziale universitaria anche attraverso la sistemazione di immobili esistenti e il recupero di aree pubbliche dimesse, ed ecco che arriva immediatamente la proposta di deliberazione in Consiglio Comunale su un protocollo d’intesa per la concessione in uso al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Milano-Bicocca di complessi scolastici dismessi.
Il protocollo riguarda sei edifici, tra i quali quello di via Comasina 42, che ospiterebbe una residenza universitaria per la Bicocca: piuttosto che lasciare l’edificio nelle condizioni in cui versa attualmente è un’occasione da cogliere al volo. In tutti i sensi, dato che la scadenza del bando è lunedì 3 dicembre: la proposta di deliberazione doveva essere discussa in Consiglio Comunale durante la seduta del 27 novembre, ma tra un Ambrogino e l’altro l’urgenza è scivolata alla seduta del 29, col rischio che si arrivi in ritardo per presentare la domanda.
Insomma, si tratta di un’ottima possibilità per sottrattore un po’ di degrado ai quartieri interessati, anche se i conti non tornano del tutto. Nella proposta di deliberazione, tra le varie voci, c’è anche questa: “Considerato che non sussiste l’esigenza di avere la disponibilità di ulteriori scuole rispetto a quelle operative nelle zone ove sono ubicati gli edifici in parola, in quanto queste ultime già soddisfano pienamente le esigenze scolastiche attuali”.
A questo punto il dilemma bicornuto è: sordità o furbizia? Nel quartiere Comasina c’è bisogno di una scuola media perché attualmente l’Istituto Sorelle Agazzi ospita scuola elementare e media insieme, in un unico edificio che non ha sufficienti spazi per entrambe.
Ben venga la residenza universitaria, ma l’esigenza di avere una scuola sussiste, eccome.
Antiniska Pozzi
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