Doveva essere una manifestazione di cittadini. I
cittadini c’erano, ma a guidarli con megafoni e striscioni ha
sfilato
un nutrito drappello di politici di Lega e Alleanza Nazionale,
anzitutto del Consiglio di Zona 3. Il bersaglio oltre ai Rom e Don
Colmegna –oggetto di slogan e inviti a tornare in
Romania– era anche il
Sindaco, colpevole di non rispettare i patti. Ma il sindaco ha
sottoscritto un patto che prevedeva la cacciata dei Rom da Milano?
LE VOCI DI DENTRO
Incitati dai politici presenti i cittadini hanno sfilato e ai nostri
microfoni –nonostante quanto dichiaravano i consiglieri di
Lega e AN presenti– hanno reso palese il vero spirito della
manifestazione. Tra ragazzi sorridenti che dichiarano apertamente che i
Nomadi vanno presi a “catenate” e distinte signore
convinte che i nomadi provvisoriamente alloggiati al CAES fossero non
70 –di cui metà bambini– ma
un’orda, sul corteo si materializza l’antico
pregiudizio…
GUERRA TRA I POVERI
Come sempre sono i penultimi ad essere mobilitati contro gli ultimi.
Così nel corteo le voci più alte e ostili alla
presenza dei Rom al CAES di don Colmegna, erano di coloro che vivono in
quel lembo della periferia est di Milano tra il Parco Lambro e il
rilevato della linea 2 della Metropolitana, da anni dimenticato dal
Comune e abbandonato al degrado.