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 notiziario 239 del 17-04-2007

ISOLA: IL GIORNO PIÙ LUNGO
LA POLVERIERA
NEL CORTEO SPARISCE LA REALTÀ
I video della manifestazione
UN ORIZZONTE PIU' AMPIO
IL MIRAGGIO
BISOGNI SENZA RISPOSTE
LAVORI IN CORSO
POLLI DA SPENNARE, OVVERO STUDENTI
QUANDO I CONTI NON TORNANO
Le polveri della settimana
 
 
 
 
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NEL CORTEO SPARISCE LA REALTÀ
11 aprile: prove tecniche di guerra tra poveri

Non era il caldo sole pomeridiano di una primavera quasi estiva a scaldare il migliaio abbondante di partecipanti all’ennesima manifestazione anti-Rom organizzata da alcuni esponenti del centrodestra milanese, ma una situazione ormai avviatasi ad essere un cliché, nonché una condanna senza appello per i 70 Rumeni –di cui oltre la metà bambini– che “cacciati” tre mesi fa da Opera, stanno vivendo la stessa condizione di assediati a Parco Lambro.
Nel corteo, composto e ben diretto da esponenti di AN e Lega –nonostante fosse ufficialmente promosso da comitati e singoli cittadini– ciò che colpiva non erano tanto qualche slogan greve contro i Rom e Don Colmegna, nemmeno le invettive contro il Sindaco proferite nei megafoni da esponenti della stessa maggioranza che dovrebbe sostenerlo, quanto piuttosto la sparizione della realtà di cui non sono solo vittime i nomadi ma anche molti di coloro che hanno partecipato al corteo, soprattutto i più poveri e deboli, i penultimi che come sempre, vengono mobilitati contro gli ultimi.
I filmati che abbiamo girato rendono l’atmosfera del corteo meglio di ogni parola, ma qualche considerazione è pur necessaria poiché il corteo dell’11 aprile è solo un episodio, sia nella triste vicenda di questi settanta Rom ormai divenuti nomadi al quadrato, dato che la loro presenza benché regolare e regolarmente autorizzata dalle istituzioni viene respinta a suon di manifestazioni organizzate dalle stesse forze che dovrebbero governare la città, sia nel quadro più ampio di conflittualità che nell’editoriale di apertura di questo numero del nostro giornale on line abbiamo definito  “la polveriera”.
La sparizione della realtà e quella che potremmo definire –con espressione forse trita ma sempre efficacie– “la guerra dei poveri” erano la cifra della manifestazione. I due aspetti complementari si fondevano nelle rivendicazioni e nell’insofferenza di chi sfilava non sapendo che l’insediamento presso il CAES di Parco Lambro è provvisorio, che si tratta di 70 persone. Come sempre le voci più preoccupate e ostili sono di coloro che vivono situazioni di disagio che da anni non trovano risposte. Come i residenti delle “casine bianche” di Crescenzago: unità minime di edilizia popolare, in stato di degrado e con tetti di amianto, per le quali, nonostante le richieste degli inquilini e le mozioni del Consiglio di Zona 3, da anni il Comune non trova i fondi per la ristrutturazione e la messa in sicurezza.
Sfilava il corteo sotto il sole. I politici che lo guidavano hanno giocato una mano della partita politica che ha una posta più alta che la semplice presenza di settanta Rom regolari ai margini della città; molti cittadini, convinti non si sa da chi che i nomadi siano addirittura beneficiari di un sussidio pubblico, hanno marciato più contro un fantasma, che contro la realtà, animati da una paura ormai sparsa a piene mani da chi vuol costruire il consenso sul consueto e terrificante dispositivo del capro espiatorio.
Ma chi può credere che il degrado di tanta parte di Milano sparirà una volta cacciati i Rom dal suolo milanese?

Audio: le interviste registrate durante la manfestazione


Beniamino Piantieri
Foto e interviste audio: Fabio Davite


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