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 notiziario 236 del 28-03-0007

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METTERE IN AGENDA LA PAURA
Gli spin doctors di Palazzo Marino e l’emergenza che non c’è

L’agenda setting, nella teoria delle comunicazioni di massa, è la scelta dei temi e delle notizie che vanno a costruire il “palinsesto” dell’informazione. L’agenda setting decide quali e per quanto tempo le notizie diventano e rimangono tali; con quale rilevanza e con quale taglio vadano date. Ovviamente ci sono eventi che nell’agenda confluiscono di per sé: conflitti bellici, catastrofi, crisi politiche, incidenti, grandi eventi sportivi e culturali. Altri eventi però possono essere fatti diventare notizia e conseguentemente inseriti nelle posizioni di maggior rilievo dell’agenda in modo, per così dire, strumentale. Se la notizia non c’è la si può arrivare a crearla e dopo averla creata si fa in modo da tenerla viva e in evidenza il maggior tempo possibile.
È questo il ruolo degli “spin-doctors” e la storia più o meno recente dei media è piena di casi nei quali coloro che sono stati definiti “stregoni della notizia”, confezionano e poi attivano una vera e propria operazione mediatica a favore del proprio “principe”. È quasi superfluo esplicitarne la ragione, anche il cittadino più distratto percepisce il peso dei mass media nella formazione dell’opinione pubblica e degli orientamenti politici su alcuni temi e problemi. Secondo la teoria dell’agenda setting “la percezione da parte dei cittadini di ciò che è più importante deriva direttamente dal modo in cui la politica viene rappresentata dai mezzi d’informazione.” (R. Marini “Mass media e discussione pubblica” Laterza, 2006).
L’emergenza sicurezza che affliggerebbe Milano e che ha occupato pagine e pagine di quotidiani e settimanali, decine di servizi dei telegiornali e ore di dibattiti televisivi sulle emittenti locali è un esempio di come lavorano gli spin doctors e di quali sono le dinamiche dell’agenda setting.
Da questo punto di vista il sondaggio pubblicato il 22 marzo scorso da “Il Giornale” rappresenta in modo inequivocabile l’efficacia della campagna mediatica sulla sicurezza: nonostante non ci sia stato nessun evento criminoso eclatante il 64% dei Milanesi ritiene che la criminalità sia aumentata rispetto a cinque anni fa e il 67,8% si ritiene più insicuro rispetto al recente passato.
Scendendo dai cieli della teoria alle strade di Milano ricordiamo che sia secondo i dati ufficiali –che abbiamo pubblicato la scorsa settimana– sia secondo i vertici delle forze dell’ordine non esiste alcuna emergenza, ma come detto poco sopra ci sono notizie che si impongono di per sé e notizie, o veri e propri cicli mediatici, che possono essere imposte all’opinione pubblica, anche in assenza di qualsiasi riscontro fattuale, soprattutto se sono utili a non parlare d’altro.
Da oltre due settimane l’agenda setting dei media locali, e non solo, è stata dettata più che dalla realtà dagli spin doctors di Palazzo Marino, i quali hanno dimostrato di essere abilissimi nel proprio lavoro soprattutto perché sono riusciti a far parlare di quello che non c’è piuttosto di quello che c’è.
Di ciò che non c’è, ovvero l’emergenza sicurezza, dimostrando di essere stati “settati” anche noi abbiamo parlato a lungo.
Di ciò che c’è non poco o nulla s’è parlato. Anzitutto del bilancio in discussione da una decina di giorni in Consiglio comunale. È indubbiamente una coincidenza che l’allarme sicurezza sia stato lanciato da Palazzo Marino proprio in contemporanea con la discussione del bilancio. Fatto sta che il provvedimento che deciderà come saranno allocate le risorse del Comune, a quali bisogni si darà risposta, quali investimenti saranno privilegiati, quali servizi saranno implementati e quali ridotti, è pressoché sparito dalle pagine dei quotidiani. Così è accaduto per la surrettizia abolizione del Piano regolatore e per gli aspri contrasti all’interno della maggioranza riguardo i provvedimenti antitraffico.

Beniamino Piantieri

Qualche utile lettura
Claudio Fracassi “Sotto la notizia niente” Libri dell’altra Italia, 1994
Marcello Foa “Gli stregoni della notizia” Guerini e Associati, 2006
Rolando Marini “Mass media e discussione pubblica” Laterza, 2006
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