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COMASINA, LO STATO DELLARTE Tra lavori finiti, cantieri infiniti e situazioni irrisolte, ecco come si presenta oggi il quartiere in attesa dellarrivo della M3
Un anno fa il quartiere Comasina, alla periferia Nord di Milano, era quasi completamente “under construction”: non potevi fare 200 metri senza imbatterti in cartelli “lavori in corso” e transenne varie, anche perché, essendo sito lì il nuovo capolinea della M3, la voragine creata dalle escavatrici toccava una grande fetta della zona. Ma non erano solo i cantieri per il prolungamento della M3, che pure sono lì da anni date le travagliate vicende dell’ultimo lotto della ‘linea gialla’: c’era, e c’è ancora, tutto il lavoro per il nuovo interscambio con FNM, in corrispondenza col sottopasso di collegamento tra Affori e Comasina, sottopasso che giusto il mese scorso è stato aperto in entrambe le direzioni ripristinando un collegamento viario interrotto da anni, mentre i pedoni devono ancora attraversare sui binari attraverso un piccolo varco tutt’altro che sicuro. C’era, e c’è ancora, il grande interrogativo a proposito del parcheggio multipiano che dovrebbe sorgere proprio accanto alla nuova stazione FNM per accogliere l’enorme traffico in entrata di quelli che lasceranno l’auto al nuovo capolinea della metro: proprio un mese fa il Comitato di quartiere ha scritto una lettera a Sindaco e assessori competenti per sollecitare una risposta sul parcheggio, che risulta inserito nel Programma Triennale delle Opere 2010-2012 ma ancora non finanziato.
C’era, e c’è ancora, l’area su cui sorgeva l’ex-scuola elementare Ada Negri, abbandonata, occupata e poi ceduta dal Comune all’Università Bicocca che dal luglio 2008 l’ha formalmente presa in carico in vista di una riqualificazione, grazie ad un bando ministeriale. Ad oggi sono state eliminate tutte le rovine del ‘fu’ edificio scolastico, ma di lavori per nuovi edifici o simili non c’è ombra.
Proprio lì accanto, invece, sulle ceneri dell’ex-scuola media Gandhi, troneggia il nuovo Commissariato di Polizia aperto all’inizio dell’estate: la data prevista per il termine dei lavori era il 18 febbraio 2010, e più o meno ce l’hanno fatta a non accumulare ritardi esagerati.
Tra le opere concluse, anche l’esosa fontana di piazza Gasparri: costata 215mila euro, è lì nel cuore del quartiere, coi giochi d’acqua e tutto il resto, meno necessaria di altre opere in zona, ma tant’è.
Tra le vergogne comunali resta sempre lo stabile che ospitava il Centro del Bambino Maltrattato, in via Spadini, un edificio abbandonato da oltre 5 anni, che ogni tanto compare sulle cronache cittadine, sempre murato, sempre ignorato, a memoria del fatto che la riqualificazione sub-urbana ha ancora molta strada da fare.
Antiniska Pozzi
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