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LA LUNGA STRADA VERSO M4 E M5 Cominciati i lavori per la seconda tratta della M5, resta il nodo sulle modalità di pagamento e sulla realizzabilità della M4
Via libera al secondo round sul ring della nuova linea metropolitana 5 che andrà a congiungere Bignami a San Siro/Piazzale Axum passando per Garibaldi.
Le ruspe hanno acceso i motori in zona Monumentale con 8 mesi di ritardo sulla tabella di marcia e non li spegneranno almeno fino al 15 aprile 2015, data prevista per la consegna dei lavori, a un passo dall’Inaugurazione dell’Esposizione Universale. Una corsa contro il tempo per costruire 6,3 km di rete, con 10 stazioni (Monumentale, Cenisio, Gerusalemme, Domodossola, Tre Torri, Portello, Lotto, Segesta, Esquilino, San Siro) per un costo complessivo di oltre 900 milioni di euro.
La tratta Garibaldi-San Siro costituisce il prolungamento del percorso Garibaldi-Bignami, in costruzione dal giugno del 2007 e in previsione di consegna per l’estate prossima.
Un’infrastruttura realizzata da Metro 5 Spa in Project Financing con 341,5 milioni di fondi pubblici (61,3% ) e 215,5 milioni di fondi privati (38,7%), per un importo totale pari a 557 milioni, cui è seguita una variante pari a 73.677.402,61 euro (197.085,51 a carico del Concessionario e 58.480.317,10 a carico del Comune di Milano).
Anche per la Bignami-San Siro i lavori sono stati affidati alla Metro 5 Spa, società privata che finanzierà il 40% dell’opera.
Le casse pubbliche dovranno sborsare il restante 60%: 391 milioni lo Stato, 83 il Comune.
Ma sulle modalità di pagamento non si è ancora raggiunto un accordo.
Grazie ad una deroga al patto di stabilità concessa dallo Stato per la realizzazione dei grandi eventi, da Roma dovrebbero arrivare 175 milioni per la realizzazione dell’intera linea M5. Ma la norma prevede che le risorse extra arrivino a Palazzo Marino divise in scaglioni annuali da 16 milioni fino al 2025. Lo sforamento del patto di stabilità, insomma, dev’essere diluito negli anni. Il Comune ha fretta di realizzare l’opera: rateizzare i pagamenti di qui al 2025 comporterebbe inevitabilmente il rischio di un rallentamento insostenibile dei lavori.
Stesso discorso per la linea M4, che dovrebbe congiungere Lorenteggio a Linate entro il 2015, i cui lavori addirittura devono ancora essere aggiudicati.
Un progetto di oltre 15 chilometri e 21 stazioni che con ogni probabilità verrà drasticamente ridimensionato rispetto al dossier di candidatura dell’Expo, proprio come accaduto per la fantomatica M6, la linea che avrebbe dovuto collegare Bisceglie a via Ripamonti, letteralmente depennata dalle infrastrutture previste per l’evento a poche settimane dalla vittoria su Smirne.
Giulia Cusumano
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