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PGT AI NASTRI DI PARTENZA Il Consiglio comunale inizia a esaminare il Piano di governo del territorio
“C’è volontà di collaborazione. Se non ci sarà ostruzionismo ideologico da parte dell’opposizione il Piano di Governo del Territorio verrà adottato entro fine mese”.
“Noi siamo stati chiari: o si cambia radicalmente o niente Piano”.
Tra le parole dell’Assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli- le prime- e quelle del Capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino- le seconde- scorrono ben 1.395 emendamenti presentati complessivamente dai consiglieri comunali, di cui 650 solo da Giuseppe Landonio, Milly Moratti e Patrizia Quartieri.
Nonostante l’ottimismo dell’Assessore, il percorso di approvazione del nuovo piano destinato a ridisegnare l’assetto della città dopo 30 anni non sembra così in discesa.
Dopo essere stata rimandata più volte nel corso delle sedute pre-natalizie e dopo essere stata nuovamente posticipata alla ripresa dei lavori altre due volte (la seconda, giovedì 14, mancava un terzo della maggioranza e l’opposizione per protesta ha fatto mancare il numero legale) la discussione inizierà ad animare l’aula il 18 gennaio.
Se si esaminassero tutti i 1.395 emendamenti, si calcola, ci vorrebbero 100 sedute di Consiglio Comunale per arrivare ad un’approvazione.
E’ per scongiurare una simile prospettiva che l’Assessore Masseroli in questi giorni ha incontrato i Capigruppo dei diversi gruppi consiliari, per cercare di arrivare quantomeno ad una sintesi dei punti salienti da rivedere. “Abbiamo discusso del modo in cui discutere -ha dichiarato Majorino- Siamo molto lontani da un accordo".
Tre le condizioni irrinunciabili per il PD: perequazione controllata, cancellazione del progetto del tunnel Expo-Linate, e una "coraggiosa" politica degli affitti.
La prima condizione prevede l’istituzione di un soggetto terzo -ad esempio la Borsa dei diritti volumetrici- che vigili sull’impatto che la costruzione di nuovi edifici avrà sull’ambiente e sulla tutela di alcune aree storiche della città.
La seconda prevede lo stralcio del progetto di collegamento sotterraneo tra le sedi dell’Expo e l’aeroporto milanese.
La terza, la destinazione del 50% dei nuovi edifici costruiti all’affitto.
“Ci concentreremo sulla necessità di aprire un vero e proprio mercato sociale degli affitti a Milano per contrastare il costo della casa e sul bisogno di tutelare il verde –specifica Majorino - Quello del Parco Sud, ed anche quello cittadino, costruendo un grande parco nella totalità dello scalo Farini”.
L’opposizione per il momento se sembra unita nel bocciare più o meno globalmente il PGT, procede comunque alla spicciolata.
Il Pd, nonostante le dichiarazioni ufficiali di compattezza, sembra diviso –tanto per cambiare– tra due opzioni strategiche incompatibili: opposizione su tutta la linea proponendo uno stravolgimento totale della creatura alla quale Masseroli ha lavorato tre anni, o andare ad una mediazione che dia il via libera alla sostanza del PGT (densificazione, aumento degli indici edificatori, sostanziale deregolamentazione dell’urbanistica) in cambio di un consistente stock di edilizia sociale e convenzionata.
Chi sembra intenzionato a non prendere neppure in considerazione qualsiasi “patto col diavolo” sono i tre Consiglieri di opposizioni di diversi gruppi -Milly Moratti di Milano civica, Giuseppe Landonio del Gruppo Misto e Patrizia Quartieri di Rifondazione comunista- che hanno messo nero su bianco un vero e proprio “contropiano” come lo definisce Landonio, che aggiunge: “Abbiamo presentato 650 emendamenti, circa la metà di tutti quelli presentati da maggioranza e opposizione, perché vogliamo non soltanto opporci in Consiglio a questo documento ma, di fatto, riscrivere un contro-Piano. Vogliamo dire no alla “densificazione” di Milano, che non potrà ospitare più di 100 mila nuovi residenti senza peggiorare la qualità del vivere urbano e snaturare il proprio tessuto con decine o centinaia di grattacieli. Vogliamo dire no alla completa assenza di un piano per l’edilizia sociale, sia convenzionata sia in affitto, che negherà un alloggio alle categorie sociali che più hanno bisogno di questa opportunità come i giovani, gli anziani, i ceti meno abbienti, gli immigrati.”
La maggioranza da parte sua caldeggia un veloce accordo tra le parti, non solo per avere poi tempo di dedicarsi interamente alla discussione sul bilancio 2010, ma soprattutto per centrare l’obiettivo primario del Sindaco: deliberare definitivamente il PGT entro la fine del suo mandato.
Dopo la delibera del Consiglio comunale, infatti, per legge dovranno passare 240 giorni prima dell’adozione ufficiale. Il tempo che ci vuole per completare l’iter: depositare gli atti alla segreteria comunale, attendere eventuali osservazioni da parte dei cittadini, passare il malloppo alla Provincia per l’approvazione, così come all’Asl, all’Arpa (incaricati di analizzare gli aspetti relativi alla tutela igienico-sanitaria ed ambientale del suolo interessato ad interventi), e infine riconsegnare tutto al Consiglio Comunale per una nuova e definitiva approvazione.
Troppo pericoloso dilatare i tempi e ritrovarsi la patata bollente nel bel mezzo della campagna elettorale del 2011: da lunedì 18 inizierà il tour de force –4 sedute a settimana, dal lunedì al giovedì, dalle 15,00 alle 24,00– per cercare di portare a casa il primo risultato. Nonostante i 17 sostanziali emendamenti presentati dalla Lega, la maggioranza sembra compattamente orientata a trovare un accordo quanto prima.
Giulia Cusumano
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