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 notiziario 370 del 15-01-2010

IL PGT CHE NON VOGLIAMO
UN BUON INIZIO
PGT AI NASTRI DI PARTENZA
LA CITTÀ (GIÀ) DENSA
“EHI, SE TI DO IL TUNNEL TU CHE MI DAI?”
IL FUTURO INCERTO DELLA SOGEMI SPA
 
 
 
 
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IL PGT CHE NON VOGLIAMO
Il notiziario di Chiamamilano seguirà con molta attenzione e poca neutralità il dibattito sul Piano del governo del territorio

Questo numero del notiziario di Chiamamilano è pressoché monografico. Non è la mancanza di notizie che ci ha consigliato questa scelta bensì l’importanza di quanto accadrà nelle prossime settimane nell’aula consiliare di Palazzo Marino.
Il Consiglio comunale nel prossimo mese e mezzo sarà chiamato a discutere, emendare ed eventualmente approvare il Piano di governo del territorio (PGT).
Dopo tre anni di confronti parziali condotti dall’Assessore all’urbanistica, Carlo Masseroli, con varie categorie e segmenti della società milanese, il Piano che dovrebbe ridisegnare non solo il profilo urbanistico della città, ma anche la dislocazione e la natura dei servizi, le direttrici di traffico, in sintesi la vita dei cittadini, diviene discussione politica.
Chiamamilano si è occupato già altre volte del PGT, nelle prossime settimane intendiamo però farne un tema presente in ogni numero del nostro giornale on line: seguiremo la discussione a Palazzo Marino, cercheremo di descriverlo più approfonditamente, ne metteremo in evidenza gli aspetti più critici, analizzeremo le possibilità di migliorarlo dichiarando fin da adesso, se non si fosse capito, che su questo tema non siamo neutrali. Non perché ci piaccia praticare la faziosità, quanto, piuttosto, perché il PGT non è un mero strumento amministrativo bensì un progetto di trasformazione della città che, in estrema sintesi, fa strame dello spazio pubblico.
Il Piano del governo del territorio, non si propone solo di cementificare una città già fortemente edificata, non si propone di mettere in atto una vera e propria deregulation urbanistica, non prospetta solo il folle –e per fortuna irrealizzabile– aumento del 50% della popolazione residente nei prossimi vent’anni. Il PGT archivia l’idea stessa di città come spazio pubblico: il motto che l’Assessore Masseroli non si stanca di ripetere presentando la sua (?) creatura: “al privato i pieni al Comune i vuoti” non è solo una metafora per spiegare l’astruso meccanismo della perequazione –approfondiremo nelle prossime settimane– ma un vero e proprio manifesto ideologico.
A fronte di ciò non possiamo che dedicare la massima attenzione a quanto succederà a Palazzo Marino per le prossime sei settimane, dicendo fin da ora che se il PGT non fosse approvato, o meglio, venisse profondamente emendato fino a ribaltarne l’impianto che lo sorregge non potremo che esserne felici.

 
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