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 notiziario 313 del 14-11-2008

L’EXPO E LA FAVOLA DEI 500.000 MILANESI IN PIÙ
OLTRE IL DEGRADO LA BEFFA
MENO FACILITATORI, PIÙ DIFFICOLTÀ
L’INTERCULTURALITÀ NASCE TRA I BANCHI DI SCUOLA
PROVACI ANCORA, SILVIO
E “FINAZZER CHI?” SI PRESENTÒ
 
 
 
 
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PROVACI ANCORA, SILVIO
Nonostante la benedizione del Premier il bike sharing ancora a ruote sgonfie

Dovevamo aspettarcelo. Quando dieci giorni fa il semper ridens Presidente del Consiglio ha benedetto il bike sharing meneghino dichiarando che “entro fine mese sarebbe partito”, tutto avrebbe dovuto essere chiaro e lampante.
Dovevamo capirlo perché in fondo lo sappiamo: le dichiarazioni del Premier nove volte su dieci vengono fraintese.
Ovvio quindi che parlando di “fine mese” lui mica intendeva fine novembre e tanto meno faceva riferimento al 2008! Con 12 mesi a disposizione in un anno, colpa nostra che ci siamo incaponiti a pensare che “fine mese” significasse proprio “questo” di mese!
E infatti il Bike sharing, già in ritardo sulla tabella di marcia di “appena” 330 giorni, nemmeno questa volta partirà. Le rastrelliere orfane di bici, ma premurosamente incellophanate, in vari punti del centro città, resteranno tristemente inutilizzate ancora per un pezzo.
Lo stop è arrivato dalla Sovrintendenza e dalla Polizia municipale, che hanno ritenuto non idonei la maggior parte dei pannelli pubblicitari grazie ai quali dovrebbero venire coperti i costi del servizio. Problemi di norme che prevedono vincoli relativi alla distanza tra un’affissione e l’altra e di altri cavilli di legge non rispettati.
Senza i soldi di “mamma pubblicità” –ben 150 mila euro al mese versati al Comune dai marchi più prestigiosi attraverso la multinazionale Clear Channel– le ruote della bici restano ancora una volta sgonfie.

G.C.


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