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 notiziario 309 del 16-10-2008

FUTURO DA “RIBILANCIARE”
IL DESTINO INCERTO DELL’ECOPASS
L’ECOPASS PUÒ ATTENDERE
CARICO E SCARICO MERCI: FAR WEST E NESSUNO SCERIFFO
IL TRAM CHIAMATO DESIDERIO
PROLUNGAMENTO M3, MOLTE DOMANDE E POCHE RISPOSTE
CIBO GLOBALE, FAME LOCALE
 
 
 
 
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L’ECOPASS PUÒ ATTENDERE
A due mesi e mezzo dalla fine della sperimentazione non si è ancora aperto il dibattito sul ticket. I risultati sono modesti, ma nella maggioranza prevale la linea di mantenerlo così com’è

Un anno fa infuriava la polemica e i sabotatori agivano nell’ombra, neppure poi così oscura, di Palazzo Marino. Dalla maggioranza si levavano lamenti e distinguo, un susseguirsi di annunci e richieste di ammorbidimento fino a fare dell’ecopass un’arma spuntata eppure accolta come una minaccia esiziale sulla “libertà” di movimento.
A due mesi e mezzo dalla fine della sperimentazione il bilancio dell’ecopass è un chiaroscuro nel quale le tinte fosche coprono le poche luci.
Benché il “ticket” nei primi mesi dell’anno sia stato benedetto da condizioni atmosferiche assai favorevoli, la sua efficacia sulla qualità dell’aria si è mostrata assai limitata. Nei primi quindici giorni di ottobre, solo per citare il dato più attuale, il laboratorio di Chiamamilano situato in via Vico ha registrato 8 superamenti della soglia dei 50 microgrammi per metrocubo del PM10, contro i 10 dello stesso periodo dello scorso anno. In entrambi i periodi un giorno di superamento dei 100 microgrammi e solo 10 microgrammi di differenza nella media giornaliera (63 μg/m3 nei primi quindici giorni di ottobre 2007, 53,6 μg/m3 dall’1 al 15 ottobre 2008).
Una conferma di quanto si ammette da più parti, compresa la maggioranza Consiglio Comunale, e cioè che il provvedimento fortemente voluto dal Sindaco, sul fronte della qualità dell’aria ha avuto un’efficacia assai limitata. Anche sul fronte delle entrate previste l’ecopass si è rivelato un flop: 13 milioni di introiti contro i 24 previsti.
Che ne sarà dunque dell’ecopass? La sperimentazione diventerà un provvedimento definitivo o il ticket alla menegnina verrà archiviato e se no subirà modifiche?
La decisione dovrà essere presa nei prossimi due mesi, ma sembra che per il momento la valutazione, prima politica che tecnica, dell’ecopass non sia in cima all’agenda di Palazzo Marino. “Tutto dipende dal decreto sull’Expo. Dopo di che si passerà al capitolo rimpasto e gli equilibri che ne verranno fuori decideranno anche il futuro dell’ecopass.” Questo è lo scenario che traccia un consigliere comunale di Forza Italia.
Come un anno fa la partita è tutta politica e per il momento, nonostante si tratti di decidere del futuro di un provvedimento che ha cambiato la mobilità milanese, la questione è lungi dall’essere discussa. “Ad oggi non c’è alcun dibattito –ci dice Giulio Gallera, capogruppo azzurro a Palazzo Marino–, bisogna ancora valutare pienamente la sperimentazione, anche se possiamo avanzare un giudizio positivo sul fronte dei comportamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici è aumentato anche se non ci sono stati grandi risultati sulla qualità dell’aria. È fuor di dubbio però che se c’è l’intenzione di mantenere l’ecopass bisogna aprire un percorso di coinvolgimento delle forze politiche. A mio avviso, però, tornare indietro sarebbe un errore.”
A Gallera fa eco Carlo Fidanza, capogruppo di AN in Consiglio comunale “Per il momento la valutazione della sperimentazione e la decisione sul futuro dell’ecopass non è all’ordine del giorno. Non tutti gli scopi che si prefiggeva sono stati raggiunti, ma alcuni risultati sono stati ottenuti. La soluzione forse più opportuna sarebbe mantenere l’ecopass così com’è.”
La tendenza nella maggioranza, nonostante la posizione della Lega, da sempre contrarissima al ticket, sembra quella di un mantenimento dello status quo, anche se l’Assessore Croci e il Sindaco ne auspicano l’ampliamento almeno alla cerchia filoviaria.
Questa ipotesi, però, al momento appare destinata a rimanere nel cassetto, nonostante dal punto di vista dei risultati da ottenere, soprattutto sul fronte della qualità dell’aria e del decongestionamento del traffico sarebbe la più razionale.
Un’estensione dell’ecopass infatti aprirebbe un nuovo scontro politico in una fase di tensione già forte a causa della partita expo e del rimpasto di giunta che dovrebbe aver luogo proprio dopo la firma del decreto governativo sulla governance dell’Esposizione universale 2015.
Indietro certo non si può tornare: l’ecopass è stato uno dei tre pilastri –insieme all’Expo e alla campagna mediatici sulla sicurezza– sul quale il Sindaco ha costruito la prima metà del proprio mandato. Avanti non si può andare, per motivi politici, ma anche per i costi che comporterebbe l’ampliamento dell’area a pedaggio con l’installazione di nuovi varchi controllati elettronicamente, anche in considerazione dei mancati introiti. L’ecopass ha infatti incassato il 46% in meno di quanto previsto.


Beniamino Piantieri
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