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LECOPASS PUÒ ATTENDERE A due mesi e mezzo dalla fine della sperimentazione non si è ancora aperto il dibattito sul ticket. I risultati sono modesti, ma nella maggioranza prevale la linea di mantenerlo così comè
Un
anno fa infuriava la polemica e i sabotatori agivano nell’ombra,
neppure poi così oscura, di Palazzo Marino. Dalla maggioranza si
levavano lamenti e distinguo, un susseguirsi di annunci e richieste di
ammorbidimento fino a fare dell’ecopass un’arma spuntata eppure accolta
come una minaccia esiziale sulla “libertà” di movimento.
A due mesi e mezzo dalla fine della sperimentazione il bilancio
dell’ecopass è un chiaroscuro nel quale le tinte fosche coprono le
poche luci.
Benché il “ticket” nei primi mesi dell’anno sia stato benedetto da
condizioni atmosferiche assai favorevoli, la sua efficacia sulla
qualità dell’aria si è mostrata assai limitata. Nei primi quindici
giorni di ottobre, solo per citare il dato più attuale, il laboratorio
di Chiamamilano situato in via Vico ha registrato 8 superamenti della
soglia dei 50 microgrammi per metrocubo del PM10, contro i 10 dello
stesso periodo dello scorso anno. In entrambi i periodi un giorno di
superamento dei 100 microgrammi e solo 10 microgrammi di differenza
nella media giornaliera (63 μg/m3 nei primi quindici giorni di ottobre
2007, 53,6 μg/m3 dall’1 al 15 ottobre 2008).
Una conferma di quanto si ammette da più parti, compresa la maggioranza
Consiglio Comunale, e cioè che il provvedimento fortemente voluto
dal Sindaco, sul fronte della qualità dell’aria ha avuto un’efficacia
assai limitata. Anche sul fronte delle entrate previste l’ecopass si è
rivelato un flop: 13 milioni di introiti contro i 24 previsti.
Che ne sarà dunque dell’ecopass? La sperimentazione diventerà un
provvedimento definitivo o il ticket alla menegnina verrà archiviato e
se no subirà modifiche?
La decisione dovrà essere presa nei prossimi due mesi, ma sembra che
per il momento la valutazione, prima politica che tecnica, dell’ecopass
non sia in cima all’agenda di Palazzo Marino. “Tutto dipende dal
decreto sull’Expo. Dopo di che si passerà al capitolo rimpasto e gli
equilibri che ne verranno fuori decideranno anche il futuro
dell’ecopass.” Questo è lo scenario che traccia un consigliere comunale
di Forza Italia.
Come un anno fa la partita è tutta politica e per il momento,
nonostante si tratti di decidere del futuro di un provvedimento che ha
cambiato la mobilità milanese, la questione è lungi dall’essere
discussa. “Ad oggi non c’è alcun dibattito –ci dice Giulio Gallera,
capogruppo azzurro a Palazzo Marino–, bisogna ancora valutare
pienamente la sperimentazione, anche se possiamo avanzare un giudizio
positivo sul fronte dei comportamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici è
aumentato anche se non ci sono stati grandi risultati sulla qualità
dell’aria. È fuor di dubbio però che se c’è l’intenzione di mantenere
l’ecopass bisogna aprire un percorso di coinvolgimento delle forze
politiche. A mio avviso, però, tornare indietro sarebbe un errore.”
A Gallera fa eco Carlo Fidanza, capogruppo di AN in Consiglio comunale
“Per il momento la valutazione della sperimentazione e la decisione sul
futuro dell’ecopass non è all’ordine del giorno. Non tutti gli scopi
che si prefiggeva sono stati raggiunti, ma alcuni risultati sono stati
ottenuti. La soluzione forse più opportuna sarebbe mantenere l’ecopass
così com’è.”
La tendenza nella maggioranza, nonostante la posizione della Lega, da
sempre contrarissima al ticket, sembra quella di un mantenimento dello
status quo, anche se l’Assessore Croci e il Sindaco ne auspicano
l’ampliamento almeno alla cerchia filoviaria.
Questa ipotesi, però, al momento appare destinata a rimanere nel
cassetto, nonostante dal punto di vista dei risultati da ottenere,
soprattutto sul fronte della qualità dell’aria e del decongestionamento
del traffico sarebbe la più razionale.
Un’estensione dell’ecopass infatti aprirebbe un nuovo scontro politico
in una fase di tensione già forte a causa della partita expo e del
rimpasto di giunta che dovrebbe aver luogo proprio dopo la firma del
decreto governativo sulla governance dell’Esposizione universale 2015.
Indietro certo non si può tornare: l’ecopass è stato uno dei tre
pilastri –insieme all’Expo e alla campagna mediatici sulla sicurezza–
sul quale il Sindaco ha costruito la prima metà del proprio mandato.
Avanti non si può andare, per motivi politici, ma anche per i costi che
comporterebbe l’ampliamento dell’area a pedaggio con l’installazione di
nuovi varchi controllati elettronicamente, anche in considerazione dei
mancati introiti. L’ecopass ha infatti incassato il 46% in meno di
quanto previsto.
Beniamino Piantieri
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