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 notiziario 305 del 18-09-2008

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ASPETTANDO LA RICONVERSIONE
400mila euro dal Ministero per i servizi agli studenti universitari: ma non un centesimo ancora per gli edifici scolastici dismessi da riconvertire in residenze

C’è finalmente un piccolo aggiornamento per quanto riguarda l’edilizia universitaria, anche se purtroppo non riguarda tutti quegli edifici scolastici dismessi che, secondo il protocollo d’intesa firmato lo scorso 29 novembre 2007 tra Comune di Milano e università, dovrebbero finalmente beneficiare di una riconversione in residenze universitarie per il Politecnico di Milano e l’Università Bicocca.
La novità è la comunicazione ufficiale che Milano è tra i 17 Comuni ammessi al co-finanziamento del bando per la creazione e il potenziamento dei servizi rivolti agli studenti universitari promosso dal Consiglio dei Ministri, e pertanto ha ottenuto un finanziamento che ammonta a 400mila euro: ma da dove arrivano e a cosa sono destinati questi fondi?
E’ bene fare un piccolo passo indietro e ricordare che, nel protocollo d’intesa sopra citato, c’erano tre “articoli”: il primo riguardava finalità e oggetto dell’atto, e cioè la concessione da parte del Comune in uso gratuito alle università sei complessi scolastici dismessi da trasformare in residenze (oltre a via Comasina di cui ci siamo occupati approfonditamente); il secondo dava i dettagli degli atti di concessione; il terzo impegnava il Comune a definire degli strumenti di sostegno alla residenza universitaria tramite l’istituzione di un’apposita Agenzia.
Dei tre articoli, la novità in questione riguarda l’ultimo: i 400mila euro provengono da un bando del Ministero per le Politiche Giovanili e serviranno a realizzare la nuova Agenzia per i Servizi agli Studenti Universitari.
L’Agenzia – riferisce l’Assessorato - avrà sede nell’immobile comunale di piazzale Dateo, dove troveranno spazio anche altri servizi aperti anche agli abitanti del quartiere. L’Assessorato alla Casa fa sapere che, oltre a questo, metterà a disposizione una serie di altri immobili per iniziative promosse dalle associazioni studentesche, spazi che fanno parte del patrimonio ad uso diverso dalla residenza, collocati in edifici e quartieri di edilizia residenziale pubblica. Ad esempio, via Scaldatole/vicolo Calusca (zona Ticinese), via Fiamma (zona XXII Marzo), via Confalonieri (zona Isola), viale Lombardia (zona Loreto). Una buona notizia.
Se non fosse che per gli edifici dismessi da riconvertire – alcuni dei quali con urgenza in quanto strutture fatiscenti e pericolose per la salute dei residenti – non è arrivato ancora un soldo. Il bando che li riguarda è del Ministero dell’Istruzione, riferisce l’Assessorato di Verga, che per il momento non sa dare altre informazioni, e precisa che gli edifici in questione sono passati in carico alle università stesse.
Ma tra i grembiuli della Gelmini e gli 8 miliardi di tagli all’istruzione di Tremonti, forse ci sarà da attendere parecchio.

A.P.


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