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 notiziario 283 del 10-04-2008

LA SFIDA INIZIA ORA
EXPO, TANTO FUMO. MA QUANTO ARROSTO?
UNA MAPPA PER CAPIRE QUELLO CHE SUCCEDERA'
LA GIOSTRA E LE GRANDI MANOVRE
SGOMBERI E SILENZI ELETTORALI
SE NON SON NOMADI NON LI VOGLIAMO
MINACCIA METROPOLITANA
UN NUOVO CANTIERE PER IL WELFARE
 
 
 
 
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MINACCIA METROPOLITANA

Alle 19 di martedì 8 aprile la banchina della linea 3 in direzione Maciachini della stazione Duomo è affollata, come alla stessa ora di qualsiasi altro giorno lavorativo.
Gli ingressi continuano a vomitare passi affrettati. Nell'atrio al termine del lungo corridoio che arriva dalla linea rossa Quattro ragazzini rom suonano due violini e due fisarmoniche. Ci mettono impegno e si sente. La riuscita è indubbiamente migliore della media delle improbabili musiche solitamente estorte a strumenti scordati nei vagoni del metrò.
Il controllore dell'ATM ci mette ancor più impegno. Si avvicina, intima ai bambini di smettere e chiede il biglietto che ovviamente non hanno.
La trattativa va avanti per qualche minuto. L'esito è scontato.
Gli occhi dei viaggiatori alla fine della giornata di lavoro sono ancor più insofferenti che al mattino. I Rom nelle ultime settimane sono diventati un'emergenza anche per la Metropolitana milanese: addetti alla vigilanza e controllori hanno intensificato la sorveglianza. Chi viene colto a suonare e mendicare viene quanto meno obbligato a smettere sia nelle stazioni sia sui vagoni.
Alle 19 e tre minuti nell'atrio della banchina della stazione Duomo della linea 3 i quattro ragazzini rom non ci sono più.
Il controllore ha fatto il proprio dovere e incede con passo sicuro verso il treno in arrivo. Passa accanto ad una giovane donna più che presumibilmente cinese. È appoggiata ad una parete dell'atrio; ai suoi piedi, messi in file ordinate su teli, macchinine di plastica, pupazzetti e altri gadget difficilmente identificabili. Prezzo unico scritto a pennarello su un cartone: 3 euro.
Il controllore passa oltre senza degnarla di uno sguardo. Non è una Rom, né un tedoforo che porta la fiaccola olimpica verso Pechino.
Si tratta solo di piccolo commercio abusivo.

B.P.
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