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CONSUMATORI IN LOMBARDIA Presentata la relazione sui primi due anni di attività del Progetto Integrato di Tutela di Cittadinanzattiva
Documento senza titolo
Impossibilità ad accedere a un servizio a causa di barriere architettoniche, difficoltà nel recupero crediti, inefficienza o malfunzionamento dei servizi di pubblica utilità. Per questi e molti altri casi, da due anni a questa parte, c’è il PIT. Ma forse non tutti sanno ancora cos’è: PIT, che sta per Progetto Integrato di Tutela, è un servizio gratuito creato da Cittadinanzattiva e cofinanziato dalla Regione Lombardia per far circolare le informazioni e offrire assistenza ai cittadini.
Facciamo un esempio: vi accorgete che nella bolletta del telefono compare un servizio a pagamento che non avete mai richiesto? Il PIT può esservi d’aiuto. E gli ambiti d’intervento sono i più vari: dai servizi che forniscono energia ai trasporti, dai servizi postali a quelli finanziari, dalla pubblica amministrazione alle telecomunicazioni.
Con un imperativo principale: coinvolgere attivamente il cittadino, e renderlo consapevole dell’esistenza di strumenti di tutela dei propri diritti, alternativi rispetto a quelli della giustizia ordinaria. Per Milano, già nel 2004 era stato attivato un servizio analogo dalla Regione, col progetto “Consumatori per la Qualità dei Servizi”, poi esteso all’intera Provincia: tre servizi Pit sono infatti stati attivati ex-novo a Brescia, Mantova e Pavia. Adesso, dopo due anni di lavoro, è arrivato il momento di tirare qualche somma: ed ecco la prima “Relazione sul rapporto cittadini-consumatori e servizi di pubblica utilità in Lombardia”, elaborata proprio in base alle informazioni e ai dati raccolti dal Pit servizi Milano tra gennaio 2005 e aprile 2007.
Anche se i dati raccolti non hanno rilevanza statistica, permettono però di identificare i punti di criticità presenti sul territorio milanese e lombardo relativi al malfunzionamento dei servizi di pubblica utilità.
E allora, cosa lamentano i consumatori? Il fattore di malcontento principale messo in risalto dalla relazione risulta essere quello relativo alla qualità (+22,3% rispetto al 2006), seguito a ruota dalla trasparenza e dall’accessibilità.
Cosa significa questo in concreto? Significa, ad esempio per quanto riguarda l’ambito energia, un malumore diffuso per i ritardi nella ricezione delle bollette, tariffe e costi troppo elevati, errata lettura nei consumi, errati conguagli. E il senso ultimo dell’analisi dei dati è dare avvio e supporto alla riflessione su più ampia scala, in questo caso sulla questione energetica: le segnalazioni degli utenti e i numeri degli sprechi insostenibili registrati in Lombardia fanno emergere la necessità e l’urgenza di un ripensamento dell’intero settore. Un discorso analogo va fatto per tutti gli ambiti coinvolti: il fine ultimo è capire, con l’aiuto di chi i servizi li utilizza giornalmente, come possano essere migliorati a livello quotidiano e su più vasta scala.
A.P.
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