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 notiziario 260 del 10-10-2007

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FIDARSI È BENE, NON FIDARSI…
Palazzo Marino si appresta ad attivare una propria rete per la misurazione delle polveri sottili

Documento senza titolo
La centralina ARPA del verziere (verde) al fianco di quella del Comune

La notizia è importante e ghiotta. Vedremo il perché dell’uno e dell’altro aggettivo.
Il Comune di Milano, attraverso l’Assessorato alla mobilità e all’ambiente, si appresta ad attivare –sono già stati installati– due strumenti per la misurazione delle polveri sottili.
A quanto ci è dato sapere si tratta di due contaparticelle “a doppia testata” capaci di misurare in parallelo PM10 e PM2,5. Due strumenti molto avanzati a detta dei tecnici del settore. Uno è stato montato accanto alla centralina dell’ARPA al Verziere, l’altro su uno dei tetti dei palazzi di Galleria Vittorio Emanuele. Questa rete di misurazione dovrebbe essere supportata anche da un modello previsionale delle concentrazioni elaborato dell’ENEA. Si tratterebbe di un modello matematico all’avanguardia basato sull’intelligenza artificiale in possesso del comune da tre anni.

Il contaparticelle “a doppia testata” per la misura in parallelo del PM10 e PM2,5

Da parte dell’Assessorato alla mobilità –come sempre assai avaro di informazioni, almeno per il nostro giornale– l’unica conferma è stata che i due contaparticelle sono del Comune. Nessuna parola sulle ragioni, le caratteristiche tecniche, le metodologie di misurazione e le procedure della diffusione dei dati al pubblico.
Senza dubbio è una buona notizia che il Comune inizi a misurare le concentrazioni di polveri sottili, segno che ormai il problema, dopo anni di colpevole sottovalutazione, è una delle priorità di Palazzo Marino.
Fin qui i motivi per cui la notizia è indubbiamente importante. Veniamo all’aspetto ghiotto.
La notizia infatti è forse meno buona per l’ARPA –l’Agenzia di protezione ambientale della Regione– che ha per missione statutaria la misurazione degli inquinanti e che fornisce tali dati al Comune.
Dall’ARPA, senza nascondere un certo fastidio, ci hanno fatto sapere di non sapere nulla dell’installazione di questi nuovi rilevatori di polveri sottili da parte del Comune di Milano: “Si tratta di un’iniziativa del Comune nella quale noi non siamo coinvolti e per la quale non è previsto alcun coordinamento tra ARPA –ci ha detto una fonte assai autorevole all’interno dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale– e Comune di Milano. Noi continueremo a fornire i dati attraverso la rete delle nostre centraline.”
A questo punto sorgono spontanee alcune domande. Perché Palazzo Marino ha deciso di non avvalersi della rete ARPA? Perché ha piazzato i due strumenti nel centro storico peraltro a duecento metri l’uno dall’altro? Perché tale decisione non è stata condivisa con l’ente regionale preposto che dovrebbe avere il know how adeguato per un’iniziativa del genere? Semplice spirito di autonomia o come sostiene qualcuno da gennaio, con l’entrata in vigore del ticket ci si prospetta una vera e propria guerra dei microgrammi tra Comune e Regione?
In ballo non c’è solo un provvedimento di limitazione del traffico ma il ruolo di decisore circa le politiche sulla mobilità che il Sindaco –almeno per quanto riguarda il territorio milanese– vuole sottrarre al Governatore.
Del resto la verifica dell’efficacia del ticket, e quindi dell’intera politica della mobilità delineata dal Sindaco, passa anzitutto dalla rilevazione dell’eventuale discesa dei valori degli inquinanti. E a Palazzo Marino sembrano essere convinti che gli strumenti di verifica è meglio averli in casa.

Beniamino Piantieri

 
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